Amici delle Seimiglia
Associazione culturale senza scopo di lucro

 

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Territorio

Parlando delle Sei Miglia, bisogna subito fare un distinguo.

Anticamente, infatti, con “districtus sex miliarum” veniva ricompresso quel territorio che si trovava a sei miglia da Lucca. Quelle all’interno del territorio camaiorese contavano le zone occupate adesso da Fibbiano Montanino, Orbicciano, Anticiana e Casciana, le stesse comunità che il Consiglio Generale di Lucca con decreto del 1617 unì alla Vicaria di Camaiore.

Successivamente, e siamo nei primi anni del XIX° secolo, esattamente nel settembre 1823, un nuovo decreto annette gli stessi paesi, oltre a Valpromaro, Fibbialla, Santa Maria Albiano, Gombitelli, Montemagno, Migliano, Puosi e Ricetro al Comune di Camaiore.

Nascono così i confini delle nuove Seimiglia che vengono individuate nelle comunità di Orbicciano, Santa Maria Albiano, Fibbiano Montanino, Valpromaro, Migliano, Gombitelli, Montemagno e Fibbialla.

Per meglio comprendere l’origine dei paesi delle Seimiglia, occorre risalire al tempo dei Liguri Apuani, alcuni secoli prima della nascita di Cristo, ma descrivere tutta quanta la storia che riguarda questi luoghi comporterebbe una lunga e non sempre facile dissertazione sui vari interventi militari ed ecclesiastici che la riguardano.

Dopo i Liguri Apuani vi fu una vasta penetrazione dei Romani, che portarono con sé la propria civiltà, la coltivazione dell’olivo e della vite, oltre alla propria lingua, ma non quella ufficiale, usata dagli scrittori, bensì il linguaggio parlato, il latino del vulgus, del popolo, linguaggio che poi subì variazioni in relazione alle precedenti conoscenze linguistiche locali.

E proprio in epoca romana, vi furono nelle Seimiglia vari “Fundi” della colonia lucensis (e siamo al 180 a.C., da cui derivarono i nomi degli attuali otto paesi.

Nelle Seimiglia, e si potrebbe comunque dire in tutto il camaiorese, si sente parlare ancora la lingua del Trecento, con molti vocaboli che fanno riferimento a Dante, Tetrarca e Boccaccia, anche se la mancata attenzione da parte dei giovani, ed un crescente, ed a volte non voluto, disinteresse nei più anziani, sta modificando queste abitudini.

Le Seimiglia, dunque, meritano una grande attenzione da ognuno di noi, in quanto racchiudono una fonte incredibile di storia e di cultura, oltre alla bellezza dei luoghi, alla maestosità dei suoi monumenti, alla caratteristica dei suoi paesi, in una parola, ad un ambiente che necessita una protezione accurata.

Parliamo, infine, di un dato statistico riguardante gli abitanti di queste zone. Quanto vi mostriamo si commenta da solo, ma la nostra unica preoccupazione di tutto questo è la sempre più chiara certezza che la cultura, come le tradizioni ed i modi di vivere di questi luoghi, così facendo, andranno inesorabilmente a morire, in quanto il dato che appare in questi ultimi anni, non solo evidenzia la scomparsa delle vecchie generazioni, ma non lascia apparire quella sovrapposizione culturale di continue "immigrazioni" italiane, e non solo, che nulla hanno a che vedere con la storia di questi territori. Siamo quindi di fronte ad una falsa realtà di perbenismo culturale, evidente segnale di una morte sociale sempre più palpabile.

  • Nel 1855 gli abitanti delle Seimiglia erano 2.830

  • Nel 1951 si riducevano a 2.413

  • Nel 1978, un forte calo portò gli stessi a 1.539

  • Al 31.12.2006, il totale degli abitanti si era ridotto a 1.304 anime

  • Al 31.10.2007, ultimo dato oggi disponibile, siamo scesi a 1.296

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